Lo sapevate che in Valmarecchia : L’Arca dei Semi.

In un angolo della Valmarecchia, nel territorio del Comune di San Leo, grazie ad un custode attento e appassionato, si ha la possibilità di osservare, conoscere e apprezzare, il patrimonio genetico del mondo vegetale che ci circonda, piante, erbe, fiori e ortaggi, racchiuso in piccoli contenitori, al fine di salvaguardare la biodiversità, tanto importante per la salvaguardia del nostro Pianeta.

Quella di San Leo, è una Banca del Seme di Comunità (BSC), un luogo dove gli agricoltori possono rivolgersi per ricevere sementi della tradizione contadina, a patto però, che ne restituiscano il doppio, relativamente alla quantità ricevuta, in maniera tale da avere depositato sempre la quantità sufficiente per altre eventuali richieste, in tal modo quindi si potrà produrre ancora quel cereale, piantare ancora quell’ortaggio, e non aver paura di aver scarsità di semi per il futuro.

L’uomo, lo studioso, il custode di questo tesoro, di questa vera e propria Arca del Seme della Civiltà Contadina, è Alberto Olivucci, che nella sua Azienda Agricola Biologica, racchiude ben 700 tipi di semi, Italiani ed Europei. Da rivenditore di prodotti biologici a Rimini, sua città di nascita, a produttore in prima persona, il passo è stato breve, perché da sempre coltivava la convinzione che la salvezza del genere umano partisse dalla salvaguardia di ciò con cui si nutriva. A Pietramaura di San Leo, Olivucci può custodire semi antichi, e sperimentare nuove varietà, avendo come base una terra diamatocea naturale, ovvero terra ricavata dalla trasformazione, nei secoli, di alghe e altri organismi marini, presenti in un mare primordiale, che occupava quel territorio milioni di anni fa’, una terra quindi molto fertile, e adatta alla coltivazione.

Mai come oggi, io credo, che persone come Olivucci, siano importanti per i nostri territori appenninici, per la loro riqualificazione, per mantenere una loro identità biologica ed ecosostenibile. In questo particolare periodo storico la tradizione unità alla sperimentazione, sono quanto mai utili per lo sviluppo di aree interne come la nostra, che a seguito dello spopolamento, dell’invecchiamento della popolazione residente, ha bisogno di ritrovare fiducia in se stessa, puntando su unicità, tradizioni e innovazione.

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