Storia, Memoria e Ricordo.

Questa Estate, almeno per quel che mi riguarda, ho notato un ritorno alla riscoperta di quegli elementi storici, che hanno fatto, più o meno grandi, i nostri territori, sia a carattere locale, sia a carattere nazionale. Molte erano le persone interessate a passeggiate o altro che comprendessero la scoperta di Borghi, o siti di interesse storico. Anche a carattere nazionale, ho sentito promuovere siti o località di grande importanza storica, e che non sentivo nominare ormai da anni, forse dalle scuole medie, e che finalmente uscivano dalla polvere di un anonimo ricordo, e che ritornavano alla luce con tutto il loro splendore.

Lungo i mesi caldi e assolati, molte le proposte che avevano alla base la Storia, le storie del passato, le tradizioni che avevano riempito le vite delle persone, in un tempo più o meno lontano dal nostro, tante emozioni da fare rivivere. Sui giornali, nelle televisioni, sui social, molteplici le parole, gli articoli, i servizi, che avevano la Storia come argomento, e noi, come Italiani, di Storia, e importante, ne abbiamo tanta, secoli e secoli, e di conseguenza tantissimo materiale e storie, da dover custodire, tramandare, di cui prenderci cura, da non far dimenticare e far conoscere ai piu’ giovani o comunque a chi non le conosce ancora.

Moltissime escursioni, per esempio, portavano ad un sito, un vecchio borgo abbandonato, a villaggi dimenticati, in luoghi vissuti o attraversati da personaggi storici, condottieri, poeti o briganti, ed erano escursioni che vedevano una forte partecipazione. Chi voleva scoprire nuove storie, chi voleva portare testimonianze, chi semplicemente accompagnava, ma tutti poi, che rientravano pieni di stupore, carichi di emozioni, la mente che volava attorno alla storia o alle storie che avevano visto e ascoltato, alle volte increduli su come quelle storie, potessero davvero essere reali.

In questi giorni, tristi, in cui si ricordano atti disumani, migliaia di vittime, mi chiedo come verranno scritti sui libri di storia, come verranno trasmessi a quei giovani che distrattamente avranno visto qualche immagine sui giornali o in televisione, senza capire fino in fondo cosa vedevano. Questo, in fondo, e quello che è capitato a tutti suppongo, in passato, ritrovarsi a vivere momenti particolari senza percepire che un giorno sarebbero stati Storia, e che altre persone avrebbero anche pagato per conoscerle.

Questa Estate per esempio, in Valmarecchia, molti Borghi hanno proposto eventi per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, spettacoli, trekking, cene, altri hanno riportato in vita il passato attraverso il restauro, fontanili, palazzi, siti archeologici, e chi ha partecipato a queste manifestazioni credo, si sia fatto delle domande, ad esempio se Dante percepiva il fatto di diventare Storia un giorno, se le persone che hanno preso acqua in quei fontanili, avrebbero incuriosito altre persone, dopo molti anni.

Personalmente, avendo la fortuna di vivere con delle persone, con molti anni sulle spalle, ho potuto constatare l’importanza dei ricordi in una persona, ricordi che sono Storia per molti, e che non dovrebbero essere dimenticati. Grazie a molte persone, che privatamente hanno pubblicato piccoli volumi o libri, che giravano attorno a questi luoghi, le loro storie ora possono essere lette e tramandate, perché non tutte le storie diventano Storia, altri rimangono ricordi e poi più nulla, se non vengono fissati e resi immortali.

Una cosa infatti è sapere che, ad esempio, a Schigno di Casteldelci (RN), c’è un vecchio fontanile, che raccoglie acqua da oltre cento anni, e un’altra è che Fabio, Domenico o la Marisa, andavano a giocarci o a prenderci l’acqua, o a farci il bagno d’estate. Oppure ancora che, nel borgo di Campo, nel Comune di Casteldelci (RN), ci sono stipiti in pietra che riportano la data 1751, oppure sapere che, il Bastiano Nicolini, di cui si legge negli stessi stipiti in pietra serena, era un antenato di Sergio, che qui abitava con il padre e il nonno, in una numerosa famiglia del dopoguerra, oppure ancora che in località Poggio Calanco di Casteldelci (RN), c’è una Fonte, in mezzo ad un bosco di castagni, oppure che, quella stessa Fonte, è stata amorevolmente restaurata da un ottimo gruppo di volontari, che l’ha riportata in vita, e che la Lucia o Francesco ci andavano a prendere l’acqua, o ad abbeverare le mucche, oppure Leo e Ugo si appostavano li, quando andavano per cacciare volpi, di cui vendere le pellicce, per ricavare poche lire con cui tirare avanti.

Io spero che questa “tendenza”, questa “moda”, dettate da una pandemia che ci “obbliga a casa”, e che ci ha “suggerito” di andare a conoscere meglio il nostro territorio nazionale, diventino vera “consapevolezza” di ciò che abbiamo fuori dalla porta di casa, e che inneschino un movimento forte, indirizzato alla salvaguardia di questi piccoli o grandi tesori, di una vita più o meno lontana, e che spingano sempre più persone a salvaguardarli e a fare del loro meglio, per tramandare storie e valori, alle prossime generazioni.

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