CAMMINO CANDIDO…. una Favola nel Futuro.

Il “cammino” e’ già tracciato. In collaborazione con il Cai (Club alpino italiano) si completerà la segnaletica orizzontale e verticale nei tratti mancanti. Pochi, perché parte del percorso coincide con il Cammino di San Vicinio, con L’alta Via dei Parchi e con altri sentieri Cai antichi e recenti, ancora ben custoditi. Il cammino attraversa 5 Comuni, di cui 4 emiliano-romagnoli (Sant’Agata Feltria, Casteldelci, Verghereto, Pennabilli) ed uno toscano (Badia Tedalda). La sua lunghezza è di 118 km. Si percorre comodamente in 7 giorni. Avrete tutto il tempo per “viandare” e per tanti altri piaceri. Con in tasca la brochure-guida “Una favola nel futuro” la possibilità di perdervi, di rimanere senza acqua o frutta e di non poter riposare in appagante comfort, sono quasi nulle. Se vorrete sperimentare il fascino dell’imprevisto ed il brivido vitale della precarietà potrete usarla con parsimonia e percorrere così il “cammino più bello”, nato dal pensiero vivo di un “indigeno” contadino, dottore, viandante, poeta, e ora anche sindaco di Casteldelci, che potrete conoscere quando vorrete, e soddisfare la sua sottile vanità. Avrete tutto il tempo per gioire di paesaggi selvaggi ed amorevoli.

Per incontrare persone che hanno tanto da raccontare e proporre. Storie allegre, buffe e tristi, tutte utili a vivere il presente sorridendo al futuro. Durante tutto il cammino potrete far visita ai luoghi delle stragi, degli eccidi nazifascisti praticati con feroci rappresaglie durante la Seconda Guerra Mondiale, contro lo popolazioni civili, nell’ambito della Resistenza Partigiana. Per non allungare troppo il percorso non verranno attraversate tutte le località coinvolte da questi tragici fatti, come Le Capanne in comune di Verghereto, vicino all’Eremo di Sant’Alberico oppure il Ponte Otto Martiri, situato alla confluenza del fiume Senatello nel fiume Marecchia, proprio al confine fra i comuni di Badia Tedalda, Pennabilli, Casteldelci e Sant’Agata Feltria. Ma camminando si avra’ modo di imbattersi in altri luoghi-simbolo di altre guerre. Da quelle condotte dal ghibellino Uguccione Della Faggiola, a quelle perpetrate in nome della Patria dal Re Umberto I, di cui si trova riferimento nell’iscrizione posta sulla facciata del Palazzo Comunale di Casteldelci, ai tanti monumenti o croci o “Parchi delle Rimembranze” relativi ai caduti nella Prima Guerra Mondiale. Quindi sara’ un cammino per “non dimenticare”. Per non dimenticare guerre e violenze di ogni epoca.

ZONA EREMO DI SANT’ALBERICO

Per commuoversi delle tragedie che hanno funestato queste montagne e queste valli. Ma sarà soprattutto un cammino spirituale che vi riporterà a casa felici, in armonia con voi stessi e con tutte le creature dell’Universo. Quindi nella migliore condizione possibile, affinché possiate diventare dei diffusori di pace e di amore. Vi troverete in un sorprendente stato di grazia, di beatitudine e di salute. Questo potrebbe darvi la tentazione di “non tornare a casa”. Non fatelo. Vi privereste del “fascino da rientro”. Rischiereste di trasformare anche la viandanza nell’ennesima alienante pratica routinaria. Ora che avete conosciuto la bellezza e l’accoglienza della Strada, potrete pur sempre ripartire. – Luigi Cappella, Casteldelci, Gennaio 2017


 

UNA CALDA ALBA SULL’ALTA VALMARECCHIA

Il Cammino Candido si svolge in prevalenza nel Montefeltro Romagnolo dell’alta Valmarecchia, sfiorando l’alta Val Tiberina e il versante destro del fiume Savio. Attraversa 5 comuni; quattro emiliano-romagnoli (Sant’Agata Feltria, Casteldelci, Pennabilli, in Provincia di Rimini; Verghereto in Provincia di Forlì-Cesena) ed uno toscano (Badia Tedalda, in provincia di Arezzo).

POGGIO TRE VESCOVI

La sua lunghezza è di 120 km circa. È composto da sette tappe giornaliere, abbastanza impegnative, adatte a camminatori allenati. Attraversa ambienti appenninici con altitudine moderata (massimo 1.142 m slm di Poggio Tre Vescovi); purtuttavia, le rilevanti asperità e ripidità degli acclivi obbligano ad accumulare, in ogni tappa, dislivelli non trascurabili. Vengono comunque suggeriti percorsi alternativi e ospitalità raggiungibili con percorsi più brevi e agevoli, per opportunità adattabili ad ogni esigenza, comprese inabilità visive o motorie, ma anche per offrire la possibilità di allargare le escursioni ad obiettivi meritevoli che esulano dal percorso vero e proprio.

UPUPA
CAMMINO CANDIDO

È un cammino laico, naturalistico e storico-culturale. Non prevede obiettivi religiosi o pellegrinaggi in luoghi “sacri”, ma non per questo evita di sollecitare percorsi interiori ed emozioni “spirituali”. Accarezza numerosi luoghi consacrati alla memoria da tragici episodi bellici, che stimolano riflessioni profonde sul recente passato. Visita i luoghi cari a Tonino Guerra, indugiando sulla dolcezza delle numerose opere e idee che il grande poeta e sceneggiatore romagnolo ha distribuito nel territorio. Percorre paesaggi selvaggi ed amorevoli, con panorami spettacolari e ambienti magici: antichi boschi ombrosi si alternano ad aperti prati sommitali con ampi panorami sulla Valmarecchia e sui suoi massi erranti (Liguridi), dalle sorgenti, in Toscana, fino al litorale romagnolo. Sale sulle rovine di antiche torri e castelli che mantengono memoria di antiche famiglie combattenti. Si insinua tra le case di piccoli borghi abbandonati e sosta in paesi incantati, poco frequentati dal turismo tradizionale, dalle ghiotte tradizioni culinarie, originali e genuine. Fuori dai paesi sarà più facile intravedere il posteriore bianco di caprioli in fuga che incontrare esseri umani. Ma le poche persone che si incontrano, con dignitosa riservatezza o con la caratteristica irriverenza romagnola, sono sempre disponibili ad elargire briciole di sapienza popolare.

Le impronte dei caprioli, lungo i sentieri terrosi, sono evidenti, assieme a quelle dei cinghiali; non infrequenti gli escrementi di lupo, di volpe, di tasso. Di tanto in tanto ci si imbatte in penne sparse, come fosse esploso un cuscino: drammatica testimonianza dell’equilibrio tra prede e predatori. Il fischio delle poiane si ode alto nel cielo; non di rado si assiste alle loro rincorse giocose e alle rapide risalite a spirale per le invisibili strade ventose. Più in basso, il gheppio sbatte veloci le ali mantenendo la posizione a mezz’aria, sorvegliando le mosse di una possibile preda, prima di tentare la picchiata. L’azzurra ghiandaia fugge rapida appena il viandante compare dopo la curva del sentiero, precedendo l’elegante gazza bianconera, dai riflessi iridescenti blu-verdi, che si intrattiene ancora con le compagne nella “smania smodata di ciarlare”, concedendo un ultimo sguardo diffidente all’invasore. I merli temporeggiano ancora prima di rivelarsi improvvisamente e saettare tra i rovi con grande schiamazzo. Il curioso pettirosso si avvicina a sorvegliare gli ospiti e i tanti piccoli uccelletti del sottobosco si tuffano rapidi nella macchia e presto ricompaiono inaspettati da pertugi solo da loro esplorati. Le cornacchie grigie, goffe passeggiatrici dei pascoli, abbandonano malvolentieri il conciliabolo sul prato per sollevarsi in volo con disdegnosa sufficienza. Quando queste presenze non si fanno notare il Silenzio rimbomba padrone tra un passo e l’altro. Ed allora, i pensieri si ornano di vezzeggiativi, nel sottobosco, per poi compiacersi di superlativi al cospetto degli alberi patriarca o nelle grandi aperture panoramiche.
 

Il Cammino Candido si percorre in tutte le stagioni: col fascino invernale della neve e degli alberi spogli, con la frescura estiva della media altitudine e dei boschi ombrosi, col colore incantato dei campi e dei boschi di primavera e autunno. La variabilità del territorio coinvolge facilmente la partecipazione interiore: ricamando la mappa col filo del cammino, passo dopo passo, respiro dopo respiro, ci si accorge che l’intreccio dei pensieri si scioglie spontaneamente e consapevolezze inattese si affacciano nel conquistato candore.

SANT’AGATA FELTRIA

Le tracce GPX delle singole tappe sono reperibili QUI.

CASTELDELCI E LA SUA VALLE

Candido … come candida è la neve … che rende magico il percorso

Candido … come la luce, come le voci che incontri per strada, come la colomba della pace

Candido … come lo spessore ritrovato dell’anima purificata dal cammino;
come quella di Candido, di Voltaire, che nel viaggio e nella conoscenza scopre che la vita non è la migliore che potrebbe essere e ritrova nel suo giardino i significati per apprezzarla;
come quella di Candida, di George Bernard Show, che ha imparato che l’amore non è un sogno sentimentale, ma abitudine, indulgenza, compassione

Candido … come il sentimento di chi ricorda … ed è capace di perdonare

Candido … come Candido Gabrielli … una fisarmonica dopo la guerra …

VALLE FRA ALTA VALMARECCHIA E LA PROVINCIA DI FORLI-CESENA

Se vuoi ricevere gratuitamente altre informazioni, scrivici a turismietesori@gmail.com, e saremo lieti di farti conoscere meglio la Valmarecchia.

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