Quando la Storia e l’Arte: … Sant’Agata Feltria

Arrivare in Valmarecchia e non visitare Sant’Agata Feltria, sarebbe un pò come andare al Louvre e non visitare la Gioconda. Questo Borgo pieno di Storia e di Fascino, di Cultura e Arte, è stato da sempre centro di grandi attività umane, dalle prime comunità primitivi sul Monte Ercole, al periodo Medioevale o Rinascimentale, quando questo Borgo era una vera Eccellenza del territorio valligiano. In tutto il suo territorio possiamo trovare testimonianze storiche che arrivano dal profondo passato, come Are Sacrificali, Chiese Medievali, ricche di tesori e di tradizioni, Rocche impervie, circondate da panorami da favola.

A farla da padrone sono sicuramente due edifici storici, che hanno un valore davvero unico: Rocca Fregoso e il Teatro Angelo Mariani.

ROCCA FREGOSO

Rocca Fregoso, è il simbolo del paese, la Rocca è aggrappata alla “pietra arenaria”, che secondo la leggenda rovinò a valle in tempi antichissimi dalle pendici di Monte Ercole: il primo nucleo risale al XII secolo, ed è composto dalla torre poligonale “di Simonetto Fregoso”: successive espansioni quattrocentesche furono commissionate da Federico da Montefeltro probabilmente con la partecipazione dell’architetto Francesco di Giorgio Martini: in seguito la rocca venne adattata a residenza dei Fregoso, ed abbellita con affreschi ed ornamenti come gli affreschi cinquecenteschi della cappella esagonale. Dal 1781 al 1820 ospitò i frati francescani, prima di venire abbandonata del tutto. Il mastio crollò nel 1835, ed urgenti interventi di consolidamento dell’arenaria su cui poggiano le fondazioni vennero eseguiti nel 1877: nel 1961 si è distaccato un masso di arenaria che ha lasciato in bilico sul precipizio l’angolo a nord dell’edificio. Dal 1974 ospita un museo permanente, ed è diventata la Rocca delle Fiabe dal 2014, luogo molto fisitato da scuole e famiglie.

TEATRO ANGELO MARIANI

Il Teatro “Angelo Mariani” è situato all’interno di palazzo Fregoso, che si affaccia sulla piazza principale del Borgo, fu costruito tra il 1723 ed i 1753, dall’architetto Giovanni Vannucci. Nel 1986 è diventato di proprietà del Comune, che tra il 1994 ed il 2002 ha eseguito importanti lavori di risistemazione sulla struttura. Questo vero e proprio gioiello di architettura, questo Teatro-Museo, negli anni novanta, durante il suo periodo di rinascita, ha ospitato la registrazione di un Programma Rai, su Dante Alighieri, con brani della Divina Commedia recitati da Vittorio Gasmann, che portò alla grande ribalta questa struttura, che risulta annoverata tra i teatri storici d’Italia, visto la sua caratteristica di essere totalmente costruito in legno ed essere uno dei teatri più piccoli al Mondo.

IL TARTUFO BIANCO PREGIATO E LA FIERA NAZIONALE CHE NE RISALTA L’IMPORTANZA

Un altro motivo per cui il Borgo di Sant’Agata Feltria è conosciuto è per il suo prodotto principe, ovvero il Tartufo Bianco Pregiato, per il quale tutte le domeniche del mese di Ottobre, migliaia di persone, salgono fin quassù da tutto il circondario, e non solo, attirati dal profumo di questo preziosissimo tubero. Nel periodo di Natale poi, tutto il Borgo si addobba e diventa Il Paese del Natale, riscaldando i visitatori con un’atmosfeera unica e magica.

IL BORGO DI SANT’AGATA FELTRIA

Molti sono gli edifici, soprattutto religiosi, di grande importanza e bellezza.

Collegiata di Sant’Agata – sorta nel X Secolo per volere di Raniero Cavalca dei Conti di Bertinoro, feudatario di Sant’Agata, sul sito di un antico oratorio cristiano, che secondo una leggenda popolare, si dice abitato dalla stessa Sant’Agata. Un nuovo volto venne dato alla chiesa nel 1520, per volere del feudatario Ottaviano Fregoso, ma l’aspetto attuale deriva dai restauri tardo barocchi del 1776.

Chiesa e Convento di San Girolamo – costruita nel 1560 dai Fregoso, sotto l’intitolazione della Madonna delle Grazie ed il convento fu abitato dai padri girolamini solo dopo il 1604. La Chiesa inizialmente venne intitolata a San Girolamo solo nel 1610, anno in cui venne commissionata la “Pala del Santo” per l’altare maggiore a Pietro da Cortona. L’interno è ad una navata, mentre all’esterno il campanile ha subito rimaneggiamenti nel 1875 da parte dell’architetto Santi Botticelli. Una parte del Convento oggi è adibito a Museo delle Arti Rurali.

Santuario della Madonna del Soccorso – costruito nel 1520 lungo l’antica strada per Perticara e Rimini, nel luogo di una leggendaria vittoria dei santagatesi contro un esercito invasore, evento che ha dato la denominazione al luogo di culto. L’interno ad una navata si presenta con caratteri romanici.

Chiesa e Convento delle Clarisse – il Convento delle Monache Clarisse di stretta osservanza si trasferì nella sede attuale solo dopo la distruzione del vecchio convento in seguito ad una frana nel 1561: la comunità religiosa non abbandonò mai Sant’Agata, tranne che nel periodo di soppressione napoleonica e tra il 1866 ed i primi anni del Novecento: oggi la chiesa è stata ricostruita dopo un devastante incendio avvenuto nel 1951, che ha distrutto un affresco di scuola giottesca.

Chiesa e Convento dei Cappuccini – fondato nel 1575 per volere di Lucrezia Vitelli Fregoso, ed affidato ai frati minori cappuccini sotto l’intitolazione di sant’Antonio di Padova. Nello spoglio interno ad una navata è conservata una “Immacolata” del pittore locale Angelo Angeloni di Pennabilli datata 1786, che secondo la tradizione mosse gli occhi in alcune occasioni tra il 1796 ed il 1850: per questo oggi la chiesa è nota anche come santuario della Madonna dei Cappuccini. L’attuale facciata è stata realizzata nel 1990 nel rispetto della sobrietà dell’architettura cappuccina

Chiesa di San Francesco della Rosa – sorge accanto alla Rocca Fregoso, e si riallaccia ad una visita di San Francesco d’Assisi a Sant’Agata, durante un suo viaggio a Bologna, ed alla presenza antica di frati francescani nel territorio agatense, in località Cella Fausti. A causa della rovina di questo convento, nel 1781 la Comunità assegnò ai francescani come residenza la Rocca, che rimase tale fino al 1820: essi edificarono la chiesa, ad una navata, con una sobria facciata di mattoni, reimpiegando materiali dell’antico convento abbandonato come un’acquasantiera del 1532.

Il territorio comunale di Sant’Agata Feltria è costellato di frazioni molto interessanti, sia dal punto di vista Storico che Artistico. Fra tutte, sicuramente, il Borgo amico di Federico Fellini e Tonino Guerra, quel terrazzo panoramico naturale sulla valle, che è Petrella Guidi.

IL BORGO DI PETRELLA GUIDI
IL BORGO DI PETRELLA GUIDI E LA CHIESA DI SAN MICHELE

Petrella Guidi si trova nell’acclivio destro del fiume Marecchia a circa sei chilometri dal Capoluogo di Sant’Agata Feltria, un terrazzo naturale sulla Valmareccia. Anticamente era detta Petrella dei Tiberti e la prima notizia risale al 1125 quando Papa Onorio II, con propria bolla, assegna il Castello di Petrella specificando “novum” a Pietro Vescovo del Montefeltro. Il personaggio più noto è certamente Guido (Petrella Guidi – Petrella di Guido) il quale, nel 1297, derubò un conte della Savoia che si recava in pellegrinaggio a Roma. Il Cardinale Albornoz la incluse nel rettorato di Sant’Agata Feltria, ma già nel 1362 Petrella apparteneva ai Conti Oliva. Dopo un breve periodo in cui passò in vicariato ai Malatesta, fu di nuovo possedimento degli Oliva di Piagnano. Del poderoso castello, che prevedeva ben due distinte mura difensive, è rimasta la torre senza copertura. L’arco della porta, a “tutto sesto”, fa pensare a una costruzione di epoca romanica. Ancora oggi il borgo conserva la sua originale e suggestiva struttura medievale. Oltre alla Chiesa di S Maria di Casalecchio, Petrella ha altre due Chiese, la parrocchiale di S. Michele Arcangelo e la Chiesa di S. Apollinare al Castello sul cui altare maggiore attorno al 1700 venne trasportato il muro di un Oratorio affrescato con un’immagine miracolosa della Vergine. Caratteristico è il Campo dei Nomi, ovvero il luogo dove lo Scenografo e Poeta, Tonino Guerra, ha installato due pietre che riportano i nomi di Federico Fellini e Giulietta Masina, estimatori del borgo, della sua storia, della sua natura.

STEMMI STORICI SULLA FACCIATA DELLA PORTA D’INGRESSO AL BORGO DI PETRELLA GUIDI

Se vuoi ricevere gratuitamente altre informazioni, scrivici a turismietesori@gmail.com, e saremo lieti di farti conoscere meglio la Valmarecchia.

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