Fra Magia e Leggenda: Sor Nicola Gambetti da Monterotondo

Nell’italia di inizio ‘800, nel territorio toscano di Badia Tedalda, adiacente alla comunità contadina
e rurale di Casteldelci, viene alla luce, colui che gli studiosi considerano l’erede di Cagliostro:
Nicola Gambetti da Monterotondo.

SOR NICOLA GAMBETTI DA MONTEROTONDO


Siamo nel 1832, il 15 Febbraio, e nella casa di Angelo Gambetti e Maria Angela Lanzi, viene alla luce Nicola Marco Francesco Gambetti, nipote di Giuseppe Gambetti da Talamello, che comprò il nucleo abitativo di Mulino dei Conti, luogo di mulini di grano e polvere da sparo, con annessa tintoria e il borgo adiacente con cappella privata, Monterotondo appunto, nel 1775.
Dopo le scuole elementari, il giovane Nicola, continuò gli studi, grazie all’istruttore privato, don Giuseppe Manfredi, che lo istruì alla letteratura e alla religione, e grazie alla ricca biblioteca di famiglia, curò anche
gli studi in medicina, veterinaria e chimica.

MONTEROTONDO


Era un uomo di alta statura, dalla lunga barba bianca, con un nero cappello a larghe falde in testa,
lo si poteva vedere spesso sul suo cavallo bianco, vestito con abiti in mezza lana, sia in estate che
in inverno, e questo suo aspetto, supportato da avvenimenti quasi “magici” o “sovrannaturali”,
comunque misteriosi, e senza scritti che ne attestino il reale avvenimento, gli crearono un’aurea
particolare, tant’è che gli abitanti del posto gli diedero l’appellativo di “stregone”.
Medico autodidatta nella cura degli ammalati, dichiarava di avere la missione di lenire le
sofferenze e spesso offriva prestazioni gratuite ai contatini locali.
La sua fama oltrepassò ben presto i confini territoriali del borgo toscano, e sor Nicola venne
chiamato alla corte di Re Vittorio Emanuele III, per il parto imminente della Regina Elena, in
ritardo sulle date dell’evento, e leggenda narra che pose il suo cappello sul ventre della Regina la
quale poco dopo partorì la principessa Maria, riuscendo quindi la dove, i luminari ostetrici di
corte non erano riusciti.

LA VALLE DI MONTEROTONDO


Misantropo e filantropo, generoso e vendicativo, Nicola Gambetti ebbe lunga vita.
Morì a Monterotondo il 30 Giugno del 1921, all’eta’ di 91 anni, e sulla sua morte si tramandano
storie fiabesche, come quella in cui, si racconta che nei tre giorni che ne avrebbero preceduto la morte, si sarebbero avvistate tre piccole fiammelle. E così fù (o almeno la leggenda narra che…). La prima fù avvistata prosso la località Croce di Casteldelci, vicino al Ponte Medievale, la seconda in localita’ Poggio dei tre vescovi, nella prima delle tre croci, poste in quel luogo di confine, e infine l’ultima, il giorno prima della sua morte, presso la località di Croce di Ville di Fragheto, il villaggio accanto a Monterotondo. Gambetti spirò alle nove del mattino seguente (particolarità curiosa, anche il padre e la sorella, morirono alla stessa ora del giorno). Altra leggenda invece narra che San Francesco regalò il proprio saio ad un signore di Monterotondo, il Conte Barbolani, nel 1200, concedendogli, secondo tradizione religiosa, che la sua morte venisse anticipata da tre fiammelle visibili sulle alture della valle.

VALLE ATTORNO A MONTEROTONDO


La vita del Cagliostro della Valmarecchia, è piena di curiosità e storie particolari, come quella in cui Nicola e il fratello Giuseppe, fecero loro erede universale la nipote, alla quale imposero di non sposarsi, pena la perdita dell’eredita’, ma la poverina rimase incinta, si sposò ed ebbe sette figli, ma non pote’ usifruire di una sola lira d’aiuto da parte degli zii, nonostante la prematura morte del marito.

VILLE DI FRAGHETO

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