Quando la Storia e l’Arte: … Verucchio.

L’origine di Verucchio risale a tempi molto antichi. Le campagne di scavo effettuate fra il 1893 e il 1894, poi negli anni settanta, e infine riprese nel 2005, hanno restituito oltre 600 sepolture databili tra il X e il VII secolo a.C. I ricchi corredi funerari (monili, fibule, vestiario, vasellame, armi, finimenti per cavalli) e le complesse attività rituali, consentono di riconoscere nelle tombe una manifestazione della civiltà villanoviana, fase più antica della civiltà etrusca. Tramite i corredi funebri è stato possibile riconoscere alcuni tratti che caratterizzavano la vita dei gruppi aristocratici. Verucchio rappresentava durante l’età del ferro e fino all’età orientalizzante un punto centrale nel controllo delle rotte adriatiche che collegavano la Grecia e l’Oriente con l’Europa centrale e settentrionale, in particolar modo per i traffici commerciali legati all’ambra baltica. Inoltre il letto ampio del Marecchia offriva un attracco sicuro e adatto alle navi che risalivano il fiume, tanto che questo tratto venne chiamato il “piccolo mare”. Le abbondanti testimonianze di quest’epoca sono raccolte nel Museo civico archeologico, che espone i reperti provenienti dalle necropoli limitrofe.

ROCCA MALATESTIANA

Dopo un periodo di decadenza del territorio, che durò fino al XII secolo, nel 1114 Verucchio era già un castrum (ovvero un centro fortificato) e di quell’epoca sono le tracce dell’avvento della famiglia dei Malatesta, che diede nuovo impulso alla Romagna e quindi anche a Verucchio. Con la dominazione della potente signoria, Verucchio diventa strategicamente interessante, dominando la vallata del Marecchia e le pianure circostanti, come avamposto per l’avvistamento degli eserciti nemici e baluardo in caso di attacco. I Malatesta, in lotta con il Ducato di Urbino, ne fortificarono la rocca facendone un importante baluardo.

Il comune è costituito da due principali abitati: al borgo collinare storico si aggiunge la frazione bassa di Villa Verucchio, nodo dell’attività economico-industriale.

Le varie testimonianze storiche che ancora possiamo trovare nel Borgo e nel territorio di Verucchio sono:

La Pieve Romanica di Sant’Antonio, che è una delle costruzioni più antiche di Verucchio. Si pensa sia databile al 990 e si raggiunge prendendo la strada che dal Paese di Verucchio scende a valle fino alla frazione di Villa Verucchio.

PIEVE ROMANICA

La Chiesa Collegiata di San Martino è stata costruita nel 1863 su progetto degli architetti Antonio Tondini e Filippo Morolli[12]. Di pregio le opere all’interno, tra le quali due Crocifissi di legno del XIV, XV secolo (il primo attribuito al Maestro di Verucchio), e una tela del pittore Francesco Nagli (1600 circa) raffigurante San Martino dona il mantello al povero.

LA CHIESA COLLEGIATA CIRCONDATA DALLE CASE ANTICHE DEL BORGO

Il Convento di San Francesco a Villa Verucchio, con al centro del chiostro un monumentale cipresso, la cui età è stimata attorno ai settecento anni, piantato secondo la tradizione da Francesco stesso.

ANTICO CIPRESSO DI SAN FRANCESCO
CHIOSTRO CONVENTO DI SAN FRANCESCO

La Rocca Malatestiana o “Rocca del Sasso” (data la sua posizione sullo sperone del monte che ospita l’abitato di Verucchio) è una delle più grandi e meglio conservate della Signoria. Costruita intorno al secolo XII, ha visto il sovrapporsi di successive e sempre più complesse opere di fortificazione ed ampliamento; è la parte più antica che desta maggior attenzione, il borgo medioevale ben conservato riporta all’atmosfera del tempo. La Rocca cade sotto il dominio dei Malatesta che la conservano per circa 300 anni e la fanno divenire il baluardo del loro regno. Nel 1450 la Rocca subì un ulteriore ampliamento grazie a Sigismondo Malatesta. Di notevole interesse la visita alla Sala Grande, il maschio e le segrete.

ROCCA DEL SASSO O ROCCA MALATESTIANA

La Rocca del Passarello con l’annessa porta costituisce il secondo nucleo fortificato di Verucchio. Può ben considerarsi la seconda rocca dei Malatesta, sulla quale però nel 1600 fu costruito il monastero delle Monache di Santa Chiara. Splendida la ricostruzione dell’antica porta dalla quale si entra in Verucchio costeggiando le mura dette di San Giorgio.

ROCCA DEL PASSARELLO

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