Quando la Storia e l’Arte: … San Leo

Uno dei gioielli della Valmarecchia, è senza dubbio alcuno San Leo, Borgo dalle antichissime origini, sospeso su uno sperone di roccia calcarea, nel centro del territorio valligiano e del Montefeltro. Nei secoli, questo Borgo, ha ricevuto il complimento più bello, dal Filosofo e Scrittore, Umberto Eco, che disse: “La città più bella d’Italia ? San Leo, una Rocca e due Chiese”.

IL FORTE

Il toponimo latino del luogo, Mons Feretri, viene fatto derivare secondo alcuni studiosi, da un tempio dedicato a Giove Feretrio, mentre altri ipotizzano una origine umbra a testimonianza che il masso era già frequentato in epoca preromana. Del periodo romano rimangono sporadici reperti, riutilizzati nelle costruzioni medievali e che non danno l’idea di quale fosse la dimensione e la tipologia dell’antico insediamento.

A partire dal IX-X secolo l’abitato acquisisce il nome dall’eremita Leo (proclamato poi santo), un dalmata compagno di san Marino, mentre il toponimo rimane alla diocesi di Montefeltro (sec. IX), da allora utilizzato per indicare tutto il territorio sotto la giurisdizione del vescovo. Da allora, San Leo è stata a lungo capitale storica della “regione” del Montefeltro. Fu luogo di passaggio di San Francesco nel 1213, di Dante nel 1306, prigione di Felice Orsini e di Cagliostro.

VEDUTA INVERNALE DI SAN LEO

Da sempre, a San Leo, grazie alla sua posizione, Storia, Cultura e Arte, hanno convissuto, e le testimonianze sono davvero molteplici: La Pieve – È il più antico edificio di culto della città e del Montefeltro, rappresentando la prima testimonianza materiale della cristianizzazione della zona, operata da San Leone tra il III e il IV secolo. Può essere raffigurata metaforicamente come una nave incagliata su uno scoglio, una nave di pietra ancorata per sempre alla roccia che la sorregge e di cui si compone. L’edificio è infatti posto a cavaliere di una protuberanza rocciosa del masso leontino cosicché, rispettivamente a levante e a ponente, c’è spazio per due ambienti sottostanti le navate: la cripta o confessionale ed il cosiddetto Sacello di San Leone che reca le tracce di una sorta di abside scavata direttamente nella roccia, al quale si accede da una porta esterna in prossimità della facciata.

LA PIEVE

Il Duomo – Il duomo di San Leo, o di San Leone, è il principale luogo di culto di San Leo. E’ certamente il più alto esempio d’architettura medievale conservato nel Montefeltro e costituisce una delle più singolari ed importanti testimonianze dell’architettura romanico-lombardo ingloba ed occulta i resti di una più antica fondazione religiosa, il Duomo altomedievale, costruito a ridosso del VII secolo quando Montefeltro (San Leo), eretta a ‘civitas’, divenne sede di una nuova diocesi.

DUOMO DI SAN LEO

Il Forte – Il forte di San Leo, conosciuto anche come Rocca di San Leo, è situato sulla cima della cuspide rocciosa che sovrasta l’abitato leontino e domina la Valmarecchia.

IL FORTE O ROCCA

Il Convento di Sant’Igne – Edificato al di fuori dell’abitato, nel periodo francescano (Secolo XIII), conserva nella chiesa un frammento dell’olmo sotto il quale predicò san Francesco durante la sua visita a San Leo (San Francesco e l’olmo sono raffigurati nello stemma comunale). La chiesa contiene inoltre un affresco di Madonna in trono con Bambino e Santi databile al 1535. Nel complesso religioso si annovera un chiostro e una sala capitolare del convento con due finestre monofore trilobate in stile gotico.

CONVENTO DI SANT’IGNE

La Torre Campanaria – costruita sulla cima rocciosa del “Monte della Guardia”, la seconda sommità del Masso di San Leo, inglobando alla base una costruzione a pianta circolare più antica. Originariamente la torre, oggi isolata, era parte della cittadella vescovile di Montefeltro, distrutta dai Malatesta a metà secolo XIV.

TORRE CAMPANARIA

Chiesa di S. Antonio a Montemaggio – Fortemente desiderato dalla Comunità di Montemaggio per dare maggior lustro alla propria terra e per provvedere ai bisogni spirituali, il complesso conventuale fu edificato nella seconda metà del Cinquecento, scegliendo come sito il colle chiamato Monte Via, nella pievania di Pieve Corena, in territorio di Montemaggio, l’antico castrum Montis Madii. 

ABBAZIA DI MONTEMAGGIO
IL BORGO DI SAN LEO

Se vuoi ricevere gratuitamente altre informazioni scrivici a turismietesori@gmail.com e saremo lieti di farti conoscere meglio la Valmarecchia

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