Odore di Zolfo: il Sentiero dei Minatori

Perticara

Nel secolo passato, un ruolo importante in Valmarecchia, lo ha rivestito senza dubbio, la Miniera di Zolfo di Perticara, nel Comune di Novafeltria, importantissimo centro estrattivo dello zolfo, ai piedi del Monte Aquilone, chiusa nel 1964, dopo oltre due secoli di attività, fonte di lavoro importante, sia per la valle del Marecchia, che per quella del Savio. Oggi, la sede principale della miniera è stata trasformata nel Museo Storico Minerario Sulphur, scrigno prezioso di storie e storia, di materiali e minerali, pieno di quella vita che fu, fatta di sacrifici, incertezze, paure, ma che per moltissime famiglie era l’unica fonte di guadagno. Dopo la chiusura, sul territorio sono rimaste poche testimonianze in superficie, una è dietro all’edificio museale, la torre del Pozzo Vittoria, un esempio austero di archeologia industriale. Ripercorriamo perciò la vita dei minatori, attraverso un percorso che ci riporta sui vari Cantieri, Pozzi, Gallerie, che brulicavano di operai e di odore pungente di Zolfo.

Tramonto sui Calanchi

Partendo dalla sede del Museo, ci lasciamo la torre del Pozzo Vittoria alle spalle e ci dirigiamo verso “Le Vasche”, depositi d’acqua che venivano usati nelle emergenze, e poi, attraverso i calanchi, raggiungiamo Cà della Vica, dove era costruito il “Certino”, punto di partenza della teleferica che portava lo zolfo fino alla strada per Cesena e i porti dell’Adriatico. Da qui ci dirigiamo verso Ca’ Ragione lungo quel sentiero che percorrevano i minatori che arrivavano dal vicino comune di Sant’Agata Feltria e da Sarsina, dove, agli inizi del 1900, venne fatto costruire un nuovo pozzo che portasse nuova vitalità alla Miniera. Camminando lungo questi sentieri, su un terreno difficile e fragile, privo pressochè di vegetazione, proviamo ad immaginare la dura vita che da quì passava circa cent’anni prima, quanto sudore, stanchezza, accompagnassero i passi dei minatori. Da Cà Ragione scendiamo verso il Fanante, torrente che scende verso il Savio, e proseguendo arriviamo al sito della Discenderia Fanante, dove ai primi del secolo scorso vi era un “Calcarone”, ovvero un Forno di Estrazione del minerale, che prese il posto del Pozzo Paolo e del Cantiere Marazzina, che da qui si raggiungono proseguendo il sentiero. Un sito molto importante che si trova dopo il ponte sul Gaggio, sono le “Polveriere”, siti di stoccaggio delle micce, della dinamite, e delle mine, che servivano per la costruzione delle gallerie.

Pozzo Vittoria
Calanchi della Bassa Valle

Proseguendo il nostro cammino arriviamo all’abitato di Cà Pier Manzo, dove c’era uno dei principali accessi alla Miniera, e il “Botteghino”, chiamato così per essere il luogo utilizzato come dispensa dei viveri, e poche centinaia di metri più avanti, incontriamo quella che era la località di Case Gaggio, un fabbricato in stile “Case di Ringhiera” milanesi, volute dalla Montecatini nel 1920, che prevedevano circa 20 appartamenti, che, chiuso il sito, vennero abbattuti. Poco più avanti incontriamo l’abitato di Miniera, punto nevralgico come dice il nome stesso, dove sorgeva il Pozzo Alessandro, Le Scuole Elementari, divenute poi Centro Civico (ora chiuso), ma soprattutto la Chiesa di Santa Barbara, Patrona dei Minatori, chiesa costruita con pietre del locale Monte Aquilone, dai minatori stessi, negli anni 50 del Novecento, e contenente all’interno un bel dipinto del Seicento, di Scuola Bolognese, raffigurante la Santa.

Chiesa di Santa Barbara a Miniera

Da qui, un bel percorso in salita, ci porterà prima a Cà de Masi, un agglomerato di poche case dove nell’Ottocento, la locale “Società del Carnevale” aveva costruito un Piccolo Teatro, divenuto poi Oratorio e abbattuto con la chiusura del sotterraneo. Nella palazzina principale invece, era stabilita la Direzione della Miniera. Andando avanti si incontra il Pozzo Montecchio e Montecchio, piccolo borgo fatto di case che sembrano essere aggrappate una sull’altra, dove trovavano posto anche la Bottega, l’Osteria, e la Fiaschetteria Valli, tutti locali frequentati dai Minatori e dalle loro famiglie, che li risiedevano. Ancora poche centinaia di metri ed eccoci di nuovo al Certino, con il Museo ad attenderci.

La valle di Miniera
Museo Storico Minereario Sulphur

Questo era il territorio dei Minatori, un territorio che è stato reso importante dal loro sudore e dai loro sacrifici, aspro come i calanchi di cui è formato, e che saggiamente il Museo Storico Minerario Sulphur non fà dimenticare. Dopo questo bel giro, per chi volesse immergersi di più nel territorio di Perticara, può fare un salto allo Spaccio della Miniera, dove troverà carni eccellenti e prodotti locali, oppure riposare a bordo piscina a Pian del Bosco, e godersi magari un bel panorama mozzafiato. *Foto dell’Autore.

Panorama

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