Quattro passi dentro di noi. Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello.

Chi abita in questa valle, soprattutto se amante del trekking, almeno una volta ha sentito il desiderio di andare a visitare di persona, il Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello, per constatare se le voci di tanta bellezza, siano o no credibili. Uno dei percorsi alla portata di tutti, è quello che parte dalla Cantoniera, valico fra i comuni di Pennabilli e Carpegna, a 1007 mt. Il Carpegna Park fa’ da starter, dandoci un primo assaggio di quello che poi ci attende, superando la strada che sale da Miratoio, e addentrandoci nel bosco. Il percorso, come già detto, non è difficile, nel primo tratto sale dolcemente, lasciando al visitatore tutto il tempo per guardarsi attorno e di respirare questa meraviglia. Qui la Natura, da sempre, è stata libera di fare il suo corso, fin dai tempi antichi, i primi insediamenti sembrano risalire alle popolazioni longobarde, poiché tutti i suoi “colonizzatori” ebbero rispetto per questi boschi, per i prati, che fornivano cibo e riparo. I monaci benedettini qui poterono osservare la regola “ora et labora”, e gli spiriti rinascimentali della famiglia Medici, provare a creare l’utopistica “Città del Sole”, di cui oggi rimangono pochi segni fra gli arbusti. Questo è un percorso che si può fare anche a cavallo, se si vuole, perché il sentiero è pulito e ben percorribile. Unica “nota stonata”, è che il Parco fa’ parte anche del Poligono Militare di Carpegna, e quando ci sono le esercitazioni, il Parco è chiuso, ma per fortuna non sono molte durante l’arco dell’anno. Dopo un chilometro circa si arriva al bivio della Banditella, che divide il percorso in due sentieri, uno, sale sul Sasso Simone, mentre l’altro prosegue verso il Sasso Simoncello. Da qui la salita al Simone si fa’ più difficoltosa, impegnativa, ma non impossibile. Il sottobosco è sempre ricco, in tutte le stagioni, fiori, funghi, fanno sfoggio e arricchiscono lo sguardo e l’olfatto, regalando tutto ciò che possiede, agli amanti di questa rigogliosa Natura. Essere all’interno del bosco, abbracciati e al riparo, ci permette di dare uno sguardo approfondito anche dentro di noi, alle nostre ansie, ai problemi, provare a capirli, vedere quali possano essere le cure, e in mezzo a tanta bellezza, le soluzioni ci vengono incontro da sole. Sono qui da sempre. Da qualche settimana, è tornata sull’altopiano del Simone, grazie ai Militari dell’Esercito, anche l’antica Croce in ferro, restaurata dopo il crollo del 2017, monumento eretto nel 1912 in occasione del sedicesimo centenario dell’Editto di Costantino. Un motivo in più per visitare questo luogo carico di silenzi e di storia, di natura e di bellezza, a piedi o a cavallo, in Primavera o in Autunno, e godere pienamente di tutti i suoi benefici. *Foto dell’Autore.

Se vuoi ricevere gratuitamente altre informazioni scrivici a turismietesori@gmail.com e saremo lieti di farti conoscere meglio la Valmarecchia.

Indicazioni.
Segnaletica.
Ricordi arrugginiti.
In memoria di un grande amante del parco.
Interno del bosco.
Interno del bosco.
La Banditella.
Scorcio panoramico verso la valle di Carpegna.
Segnaletica. Sempre precisa e ben visibile.
Tracce di un escursione a cavallo.

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