Quando la Storia e l’Arte … : Talamello

Nel cuore della Valmarecchia, su un promontorio ai piedi del Monte Pincio, a guardia della bassa valle del Marecchia, incontriamo Talamello, Borgo affascinante pieno di tesori nascosti e custode di una storia che non ti aspetti. Le prime testimonianze storiche sul Borgo, risalgono al XIII° Secolo, quando si hanno le notizie del Castello di Talamello, proprietà dei Vescovi del Montefeltro. Posizionato di fronte a due altre Rocche storiche, Maioletto e San Leo, è stato da sempre un palcoscenico di conquiste e riconquiste, partendo dai Conti della Faggiola, alla Chiesa e al Papato, dai Malatesta, dai Montefeltro, ma anche dai Conti di Carpegna, dai Malatesta di Sogliano e dai Conti Segni di Bologna. Tutte queste vicissitudini, hanno lasciato testimonianze culturali e artistiche, su tutto il territorio. All’inizio del XX° Secolo, la decisione di rendere autonoma una sua frazione, ovvero Mercatino Marecchia che prenderà il nome ufficiale di Novafeltria nel 1914, ne ridurrà il territorio e di conseguenza il numero di abitanti. Del vecchio castello ormai non rimane nulla, ma per gli amanti dell’Arte e della Storia, fare una passeggiata a Talamello, e nelle sue frazioni, gli permetterà di scoprire gioielli unici, come il meraviglioso Crocifisso, all’interno della Chiesa di San Lorenzo, posto ad abbellire l’Altare Superiore, per anni attribuito a Giotto, ma da studi effettuati negli ultimi anni del ‘900, pare di paternità del pittore Giovanni da Rimini, uno dei seguaci migliori del pittore Fiorentino, e alla Scuola Pittorica Riminese del ‘300. Sempre all’interno della Chiesa, alla base dei due altari laterali, due bellissimi paliotti di scagliola del ‘700 marchigiano. A pochi chilometri dal centro del Borgo, in località Poggiolo, si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, originaria del XIV° Secolo, ora in disuso, ma che ha ancora le tracce del sua antico splendore. Accanto alla chiesa, che pare fosse dotata di due Chiostri, si trovava il Convento delle Agostiniane, luogo originario della conservazione del Crocefisso giottesco, trasferito poi nella chiesa di San Lorenzo, nel 1800, il Convento, venne abbandonato nel 1652, e poi demolito. Altro gioiello artistico è la Cappella del Cimitero, celletta votiva al cui interno fanno sfoggio affreschi del XV° Secolo, dipinti da Antonio Alberti da Ferrara, raffiguranti l’Annunciazione, e la Madonna in trono. Talamello è famosa, anche per aver dato i natali ad Amintore Galli, padre dell’Inno dei Lavoratori, al quale è intitolato il teatro locale, ex Chiesa medievale di Sant’Antonio Abate, oggi sede del Museo Pinacoteca Gualtieri, “Lo Splendore del Reale”, dove sono riunite più di 40 opere donate dal pittore di fama internazionale, ai suoi concittadini. Se poi andrete a conoscere questo romantico borgo nei mesi autunnali, vi potreste imbattere in una delle due sagre che hanno portato a il suo prestigio, anche fuori dai confini Regionali e ben oltre, ovvero la “Fiera dell’Ambra di Talamello”, dedicata all’antico Formaggio di Fossa, denominato Ambra dal Poeta Tonino Guerra, formaggio che viene custodito in fosse di arenaria, dal profumo e sapore pregiatissimo, e nella “Fiera delle Castagne della Valmarecchia”, dedicata al “Marrone del Montefeltro”, che arrivano direttamente dai secolari castagni sul Monte Pincio, luogo adatto a passeggiate a piedi o in Mountain Bike, magari anche in tarda Primavera, quando le sue pendici prendono colore, riempiendosi di Orchidee spontanee, dette “Orchidee Sambuchine”, che ne rendono vivace il sottosuolo. *Foto dell’Autore.

Se vuoi ricevere gratuitamente altre informazioni scrivici a turismietesori@gmail.com e saremo lieti di farti conoscere meglio la Valmarecchia.

Talamello, profilo della Chiesa di San Lorenzo
Talamello
San Leo e Maioletto, visti dalla terrazza in Piazza Garibaldi
Altare Superiore e Crocefisso giottesco
Chiesa di San Giovanni Battista in località Poggiolo
Talamello – Piazza Garibaldi
Talamello – La bella fontana in Piazza Garibaldi

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